L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella prevenzione e nel controllo delle patologie caratterizzate da una infiammazione cronica di basso grado e può aiutare a ridurre i disturbi sia nell’intensità che nella frequenza, aumentando i periodi di quiescenza, riducendo le fasi di riacutizzazione e migliorando la prognosi del paziente.
I protocolli alimentari di tipo antinfiammatorio hanno, dunque, come obiettivo proprio quello di ridurre l’infiammazione cronica di basso grado e tenerla sotto controllo.
Ecco alcune dritte da seguire a tavola:
• Evitare o ridurre al minimo alimenti di elaborazione industriale, preferendo cibi semplici e freschi
• Assumere giornalmente alimenti freschi ad alto contenuto di vitamine ad azione antiossidante come la vitamina A, C, E (che contrastano l’attività dei radicali liberi).
• Aumentare il consumo di cibi ricchi di grassi polinsaturi (soprattutto omega 3 EPA e DHA) che riducono la sintesi di molecole pro-infiammatorie e hanno una potente attività antinfiammatoria
• Limitare il consumo di acidi grassi saturi di origine animale, di acido arachidonico e di omega 6, che sono precursori delle prostaglandine, molecole all’apice della cascata infiammatoria
• Aumentare il consumo di cereali integrali in chicco, alternando quelli ricchi di glutine a quelli che ne sono naturalmente privi
• Ridurre al minimo i prodotti contenenti zuccheri semplici e imparare e prediligere creme di frutta secca 100% e frutta fresca o essiccata
• Imparare a usare alimenti ricchi di antiossidanti e dall’azione antinfiammatoria naturale
• Tenere sotto controllo il peso entro un BMI di 25 poiché un eccesso di massa grassa provoca un aumento delle citochine pro-infiammatorie
• Mantenere uno stile di vita moderatamente attivo
In quali casi è applicabile una alimentazione antinfiammatoria?
In tutti quelli in cui è presente una infiammazione cronica di basso grado, dal diabete all‘obesità, alle patologie autoimmuni alla fibromialgia, fino all’endometriosi e alla PCOS